Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...
Joe Henderson - (17 ottobre 2011)Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...
Jazz singer e pianista americana. Figlia del famoso Ravi Shankar, impareggiabile maestro di sitar – fra l’altro maestro e guru personale dell’ex Beatles George Harrison – da cui, oltre alla paternità, non ereditò altro nemmeno il cognome, che cambiò legalmente in Jones all’età di sedici anni.
La madre invece fu fondamentale nella vita di Norah; infatti, seguì le orme ed i consigli materni (Sue Jones è cantante soul) a tal punto che iniziò ben presto a calcare le scene ed esibirsi in pubblico. Norah indiscutibilmente ha ricevuto dalla madre un inprinting non indifferente, nella sua casa si ascoltavano sempre i classici del blues e del jazz, parliamo di : Aretha Franklin, Ray Charles, Billie Holiday, Bill Evans ed altri.
Capì subito la sua strada forse per emulare la madre, e incominciò a studiare canto e frequentare il coro gospel della chiesa, nonché – nel tempo libero – suonava pianoforte e sassofono. Unico difetto la sua costanza, sembra che più volte Norah fu sul punto di lasciare tutto, fortunatamente però ebbe sempre il coraggio di ricominciare.
Una sistemata generale alla sua vita gli fu data dalla scuola, decisamente brava emerse subito il suo talento e grazie a questo entrò all’università dove studiò pianoforte frequentando il programma jazz, da questo momento in poi – grazie alla nascita di un gruppo – inziò a camminare fra le note.
All’età di venti anni, come premio, ricevette un viaggio a New York; fu quello il segnale che la sua vita stava per cambiare. Nel Texas Norah non tornò più nonostante il grande rammarico della madre. La vita musicale al Greenwich Village era troppo appassionante e stimolante per lei. Fece molta gavetta, si manteneva cantando e suonando con gruppi di vario genere. Fu proprio in questo periodo che capì dentro di lei che poteva vivere di musica quindi lasciò l’università e incominciò a scrivere canzoni, collaborando con gruppi di funk fusion. I tempi erano maturi per spiccare il volo, per questo fondò un suo gruppo con Lee Alexander (basso), Jesse Harris (chitarra Don’t Know Why), Danno Rieser (batteria).
Con questa formazione si esibì di fronte ad un noto produttore musicale Shell White (EMI) che le chiese alcune demo che volle il caso arrivarono al direttore del Blue Nore (Bruce Lundvall), fiutò subito la stoffa per questo in pochissimo tempo fu costruita attorno a Norah Jones un gruppo di musicisti veri ed furono riviste e ri-arrangiate alcune sue canzoni.
La voce della ragazza del Texas, calda, sensuale, coinvolgente aveva stregato la grande mela. Dopo circa un anno fra piccole esibizioni e studio d’incisione il suo primo albun era pronto. Appena uscito sul mercato senza pubblicità alcuna e senza passaggi radio-televisivi notevoli Norah Jones si trovò catapultata nella notorietà a tal punto che nel giro di poco tempo raggiunse un milione di copie, anzi cinque volte platino in Nuova Zelanda e diamante negli USA (10 milioni di copie in un anno).
Nel 2003 fu trionfatrice del Grammy Awards con ben 5 nominations, risultato raggiunto da pochissimi artisti, solo 5 possono fregiarsi di questo titolo. Attualmente sta vivendo il contraccolpo del successo, del resto, dopo due album con vendite stratosferiche 35 milioni di copie, che farebbero tremare i polsi a chiunque, ritengo “Not Too Late” un triste inciampo.
Sicuramente non in linea – artisticamente parlando – con la strada gettata in passato; la voglia di cambiamento non ha premiato anzi ha penalizzato la stella con solo 4,3 milioni di copie. Ci aspettiamo qualcosa di più ed il pubblico è molto esigente specie quando parliamo di Norah Jones.
Stemar
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