Freddie Hubbard

Freddie Hubbard la meteora del gran jazz.

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Azimuth

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Joe Henderson

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Freddie Hubbard

La vita breve di Hubbard per una tromba geniale.

Trombettista statunitense, molto preparato tecnicamente di estrazione hard bop, free.

Aveva un modo molto personale di suonare la tromba, o meglio quando suonava era un’unica cosa con il suo strumento. Le sue prime esibizioni sono accanto al grande Wes Montgomery, da cui si stacca per emigrare verso la grande mela dove cresce professionalmente sotto le ali di Sonny Rollins e JJ Johnson.

Segue la politica dei piccoli passi e piano, piano si avvicina a John Coltrane e Ornette Coleman con cui collabora attivamente nell’album “Free Jazz” colonna portante del nuovo genere jazz.

Quegli anni rappresentano per Freddie il trampolino di lancio verso le alte sfere del jazz, frequenta e si esibisce al Blue Note, registra e collabora con Art Blakey, insomma il suo nome è sempre presente nel jazz che conta: Eric Dolphy, Maiden Voyage ed Herbie Hancock.

Il salto da solista, dopo tutta questa gloriosa gavetta, lo fa agli inizi del ’70 e, come tutti i geni della musica che si rispettino, al primo tentativo riscosse un successo di pubblico talmente inaspettato che rimase di stucco anche lui. Sono gli anni in cui vinse anche il Grammy Award. Ma, come tutte le belle storie che si rispettano, la sua parabola incominciò a decrescere quando, cambiata etichetta discografica – columbia – infilò una serie di dischi improbabili che rovinarono tutto ciò che aveva fatto di buone sin lì.

La scialuppa di salvataggio gli fu gettata da Herbie Hancock che lo volle fortemente nella sua tournee alla fine degli anni ’70, al termine della quale Freddie riacquistò fiducia in se stesso e nelle sue possibilità. Lo dimostrerà con i dischi che pubblicò – detto fra noi non a livello dei primi – ma decisamente buoni.

La sua stella si spense gradualmente dopo l’infezione al labbro che lo bloccò per molto tempo, anzi, per la verità, non se ne liberò più. E’ questa la ragione per la quale in vecchiaia passò al flicorno. Morirà nel 2008 per un attacco di cuore dopo aver superato i postumi di un primo attacco di cuore che lo colpì un mese prima.

Esce di scena un grande artista a cui la vita non ha risparmiato nulla, peccato non sia riuscito a farci conoscere tutto se stesso, sicuramente ci avrebbe potuto dare molto di più.

Stemar 

 

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