Dizzy Gillespie

Quella tromba così unica... insomma Dizzy Gillespie la suona.

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Dizzy Gillespie

La musica che scorre nelle vene...

Trombettista americano di inizio secolo. Definirlo solo semplice trombettista è decisamente limitativo, in campo musicale ricoprì molti ruoli da pianista a cantante a percussionista. Dizzy Gillespie cominciò per giuoco a suonare la tromba e, nonostante fosse di famiglia povera, ottenne una borsa di studio che gli permise di studiare musica.

Diplomato si lanciò nel mondo musicale e divenne trombettista a tempo pieno prima come artista di fila poi il suo talento si fece notare e, benvoluto da tutti, fu indirizzato verso un jazz più moderno, più d’avanguardia.

Con questo spirito nuovo, Dizzy Gillespie fondò assieme al batterista Kenny Clarke ed il bassista Oscar Pettiford un trio di “bop music” o meglio il primo gruppo di bop con il passare del tempo ribattezzato “bebop”. Siamo agli inizi degli anni ’40, in giro ci sono tanti talenti jazz, il caso - o la capacità Earl Hines - volle che in solo colpo nella sua orchestra si trovarono: Charlie Parker, Dizzi Gillespie e Sarah Vaughan.

Dopo fasi alterne l’orchestra sciolta e riformata più volte riscosse il successo dovuto. Sono gli anni in cui il be-bop diventa genere a tutti gli effetti e si contrappone al solito swing, della nuova musica venivano apprezzati il ritmo, la melodia più coinvolgente, l’armonia d’insieme contrapposta al solista spinto.

Con il be-bop i neri afro-americani riproponevano la musica secondo il loro modo di “sentire”. Il bebop come novità durò fino al ’53 in cui esalò l’ultimo respiro con il concerto alla Massey Hall (Toronto), con degli esecutori di prim’ordine: Charlie Parker, Charlie Mingus, Max Roach e Bud Powell, da cui è tratto un album che ha segnato la storia del jazz. Con il passare del tempo il suo interesse si diresse verso le sonorità caraibiche tipo la salsa (grazie al suo pupillo Arturo Sandoval).

Il suo chiodo fisso fu sempre il be-bop lo ribadì anche a chiare note nella sua biografia dal titolo significativo: “To Be or not to Bop”. Negli ultimi anni si dedicò principalmente all’insegnamento ed alla televisione, era un personaggio molto mediatico come si dice “bucava lo schermo”. La sua spensieratezza ed il suo inconfondibile stile nel suonare la “tromba a campana piegata” con un’estensione unica, il suo riff nel bocchino era potentissimo, lo resero inimitabile.

Il suo stile decisamente dispendioso e la sua conformazione di tromba sono un’icona del jazz, ci sono tante fotografie che lo ritraggono con le guance al limite dell’esplosione intento a suonare con una potenza quasi esplosiva. Dizzy Gillespie è morto nel ’93 di cancro al pancreas, ma la sua arte rivive ogni giorno e bastano pochissime note per capire l’immortalità della sua musica. Vorrei terminare con una piccola curiosità che merita di essere citata. Dizzy Gillespie rimane nell’immaginario collettivo come il suonatore di tromba a campana rovesciata, che tanto ha fatto scrivere su giornali e riviste e tanto ha fatto parlare fra gli addetti ai lavori.

Chiariamo subito che la conformazione della sua tromba non a che vedere con meccanismi strani o chissà quali estensioni di suoni, ma piuttosto è frutto di un’esperienza bizzarra. Infatti come narra lo stesso Dizzy – una sera dopo un concerto ripose il suo strumento come al solito in una fondina, il giorno dopo riprendendolo, notò che aveva la campana rivolta verso l’alto. Stupito la prese, la guardò e provò a suonarla. Con immenso stupore notò che il suo suono era immutato pertanto visto e considerato che questo incidente aveva dato alla sua tromba una forma che a lui piaceva la tenne così per tutta la sua carriera.
Concludo con una sua frase che riassume tutta la sua musica: « Alla gente non importa se gli suoni un accordo di tredicesima fratturata, purché lo possa ballare » (Dizzy Gillespie).

Stemar 

 

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