Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...
Joe Henderson - (17 ottobre 2011)Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...
Sassofonista americano molto simile ad un altro sassofonista Americano David Sanborn. Normalmente si esibisce con il sax soprano o alto, ma non disdegna il sax tenore; è raro – invece – ascoltarlo con il baritono.
Sin da bambino fu avviato allo studio della musica, infatti sia lui che la sorella incominciarono molto presto a studiare pianoforte spinti dalla madre. Fu la madre a portare i suoi figli ad odiare il pianoforte a tal punto che, appena possibile, si indirizzarono verso altri strumenti. David però ammette che quando compone pezzi utilizza il pianoforte.
Al sax approdò per caso, grazie al fratello Jeff (nell’infanzia si stava scoprendo batterista!) che, suonava in una band. Dave voleva entrare a far parte della band del fratello ma, purtoppo, non c’erano posti liberi sugli strumenti che suonava Dave, l’unica via era il sassofono e così fu! Da quel momento in poi iniziò a prendere lezioni di sax.
Nel giro di due anni, passando fra università e scuole di jazz, decise di diventare musicista professionista. Venne reclutato da diversi artisti e con queste piccole apparizioni cominciò a fare esperienza. Nel ’90 decise di lanciarsi nella carriera solista registrando il suo primo album. Riscosse un discreto successo sia di pubblico che di critica. Nel ’94 intraprese la carriera radiofonica, si presenta al pubblico parlando di smooth jazz, intervistando e scoprendo talenti. E’ decisamente un personaggio molto particolare del panorama musicale, non molto prolifico a livello di produzioni – il tempo medio di creazione di un suo album è attorno ai tre anni – però possiamo dire che tutte le sue musiche sono molto curate. Non eccede mai, non rischia mai, è sempre molto attento ai canoni “smooth”, lo ritengo un artista “lineare” con un livello tecnico alto dal quale non mi aspetto pezzi su terreni diversi da quelli finora battuti.
Stemar
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