Candy Dulfer

Uno strumento difficile che la fa conoscere e la impone al mondo jazz come sax Candy Dulfer .

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Azimuth

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Joe Henderson

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Candy Dulfer

... quando il sax è donna!

Saxofonista olandese figlia prodigio, suo padre è stato un valente artista del sax (Hans Dulfer), per questa ragione Candy Dulfer sin da piccola ha avuto attorno a sé autentici mostri sacri del jazz. Ha studiato molto per arrivare dove è arrivata seguita anche da suo padre che la dirottò quasi subito verso il sax soprano più indicato per una donna.

Il suo obiettivo, però, è sempre stato quello di emulare il papà con il sax tenore molto duro nel suono e anche molto complicato fisicamente. Furono, però, le ragioni economiche a farla cambiare di nuovo e per questo passò al sax alto, che le garantiva più visibilità e più vendibilità commercialmente parlando. Iniziò così la sua carriera suonando dapprima con la band di papà (The Perils), poi nei pub, nei locali, con gruppi più o meno improvvisati, poi si propose in giro e iniziarono le sue performance nelle produzioni di Price, Van Morrison, Maceo Parker.

Candy Dulfer nel frattempo forma un gruppo tutto suo e diventa supporto ai concerti di Prince prima e Madonna poi, in Olanda. Nel ’90 si presenta al grande pubblico con un albun ricco di elementi innovativi “Saxuality” con il quale ricevette una Grammy Award nomination.

Oramai aperta al mondo musicale, Candy Dulfer, oltre alla sua personale produzione approda ai concerti live dei Pink Floyd. Il suo smooth jazz è diventata una certezza, il suo sax alto conosciuto anche fuori vecchio continente rimane in classifica negli USA per lungo tempo. Molto prolifica, Candy Dulfer ha una discografia piuttosto ricca e variegata ma pur sempre legata al suo inseparabile smooth.

Disse di lei Prince: “When I need trombone, my dog is Handy…. But when I want sax, I call Candy” bel complimento vero?

Stemar 

 

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