Joe Sample

L'artista sempre "nuovo" del jazz.

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Joe Henderson

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Joe Sample

Joe Sample sempre nuovo e diverso da Joe Sample.

Pianista, tastierista, compositore insomma Joe Sample. Incomincia a suonare il piano a cinque anni. Dopo anni e anni di studio il suo stile energico, versatile e innovativo non si è mai perso. Dalla sua c’è sempre stata una forte capacità innovativa, ha guardato sempre verso nuove direzioni, ha avuto la capacità di esplorare sempre terreni nuovi. Lo dimostra il progetto Jazz Crusaders, una nuova idea di jazz, lo dimostrano i concerti solisti, mai banali, lo dimostra l’apporto nelle collaborazioni, non scontato. Va considerato anche l’impegno costantemente profuso nella ricerca del nuovo da ogni parte esso possa provenire.

Riesce ad aprire la mente e le orecchie dell’ascoltatore su nuove sonorità, non a caso artisti come: Miles Davis, George Benson, Jimmy Witherspoon, B. B. King, Eric Clapton e Steely Dan – autentico perfezionista – lo hanno scelto come “spalla”.

Il suo stile è un sapiente mix fra jazz, gospel, blues, latino, classico, pop insomma una mistura unica. Gli stessi suoi inizi con band messe in piedi fra amici inizialmente, poi ampliate, poi modificate rispecchiano la sua natura creativa; talmente creativa che nonostante avesse intrapreso gli studi universitari lui non si diplomò mai in musica, infatti si dice che preferì un tour con il suo gruppo ai noiosi insegnanti del college.

Fu Jazz Crusaders a farlo conoscere nel paese, e fu grazie alla band che venne sfornato il suo primo disco, parliamo del 1961 "Freedom Sounds”. Il gruppo era decisamente di composizione bizzarra, a parte il genere definiamolo “hard bop”, i componenti erano un sax (Wilton Felder), un trombone (Wayne Henderson), un batterista e percussioni (Stix Hooper), un chitarrista (Larry Carlton) ed al pianoforte Joe Sample. Con il tempo la parte “jazz” del nome fu abbandonata in concomitanza della strada intrapresa da ognuno di loro comunque il gruppo vide nuova vita come Crusaders, ma decisamente il potere ritmico e la forza innovativa dei primi anni decadde inesorabilmente, dal 75 in poi la qualità si è venuta decisamente abbassando.

Joe Sample però negli stessi anni uscì sul mercato con un album tutto suo “Fancy Dance” che riscosse non molto successo. Si rispolverarono allora i Crusaders che diventarono appetibile gruppo di supporto e ottimi musicisti da studio di registrazione. Il lavoro non mancava, molti artisti ricorsero alla loro musica pensiamo a: Joni Mitchell, Marvin Gaye, Tina Turner, B. B. King, Joe Cocker, Minnie Riperton e Anita Baker. Nel ’75 Joe Sample ebbe l’opportunità di suonare con la leggenda Ray Brown – bassista – e Shaelly Manne – batterista – da questa collaborazione fu prodotto un album registrato con master “direct to disc” dalla storica Inner City conosciuto come: “The Three”. Spettacolare veramente.

Ma Joe nel vortice del continuo rinnovamento incomincia a muovere i primi passi verso le tastiere elettroniche che utilizzò la prima volta in una registrazione con i Crusaders, tanto per cambiare!. Il declino del gruppo fu parzialmente fermato con produzioni degne di nota negli anni ’90 e nel 2003 "The Rural Renewal” con la nuova formazione Felder, Hooper e Sample. È chiara l’identità di questo gruppo, ritengo che per Sample rappresenti la scialuppa di salvataggio delle nuove idee, il prato sempre pronto su cui piantare e coltivare nuove opportunità e nuove sonorità. Un vero e proprio laboratorio di ricerca, uno spazio in cui giocare a fare i musicisti, senza aspettative e senza attese, difficilmente Sample e gli altri potranno farne a meno.

Stemar 

 

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Stefano Marchesi • Roma ITALY •
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