Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...
Joe Henderson - (17 ottobre 2011)Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...
Nel panorama jazz di tutti i tempi, Bud Powell è senza alcun dubbio l’artista del pianoforte. I suoi artisti di riferimento Art Tatum e James P. Jhonson, ma la figura più importante per lui fu Thelonius Monk che lo introdusse nei locali jazz dove si esibivano i grandi maestri del tenore di max Roach e Charlie Parker .
Fu Bud Powell che cambiò la maniera di intendere lo strumento pianoforte, fuori dagli schemi fino allora dettati dai “puristi” dello strumento. Fu un genio che, purtroppo, ebbe vita breve, infatti in uno scontro razziale subì un colpo di manganello sulla testa da parte di un poliziotto, ricoverato per lungo tempo in ospedale per trauma cranico da lì in avanti soffrì di violente emicranie, convulsioni ed amnesie. A causa delle sue reazioni violente e dei comportamenti instabili fu ricoverato in un centro d’igiene mentale per delle cure specifiche ma la sua vita da lì in poi fu un vero e proprio inferno. Diversi elettroshock non ne migliorarono la situazione, ma tutto ciò non lo fece smettere di suonare, di quegli anni anni si ricordano concerti live e sporadiche collaborazioni.
Arrestato per possesso di marijuana fu reinternato per circa un anno fu lì che continuarono i trattamenti a base di elettroshock, da questo periodo Bud Powell ne uscì con il fisico letteralmente minato. Nonostante tutto riuscì a suonare ed a fare concerti con artisti del calibro di Charlie Parker, Dizzy Gillespie, Max Roach, Charles Mingus. Con l’andare del tempo il suo fisico cedette in maniera progressiva finchè non fu più in grado di garantire performance convincenti.
La decisione di trasferirsi a Parigi concedette a Bud Powell un pochino di tranquillità, tanto che poco a poco ritrovò anche la perduta ispirazione. Di questo periodo sono poche le sue esibizioni. Ricoverato di nuovo in ospedale questa volta per tubercolosi, Bud Powell riuscì anche questa volta ad uscirne e ricominciare prprio a casa sua, New York. La sua situazione clinica peggiorò notevolmente aggravata da alcool e droga che lo portarono alla cecità e all’atrofia.
Bud Powell morì nel 1966 a soli 42 anni di età. Nonostante la sua vita spregiudicata, di lui restano ottimi lavori, il suo stile e il suo “tocco” rimane incomparabile.
Stemar
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