Bob James

Il pianoforte esagerato.

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Azimuth

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Joe Henderson

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Bob James

Il pianoforte di Bob James preciso come un orologio.

Tastierista, arrangiatore e produttore americano. Gli inizi non furono facili ma la sua natura estremamente estroversa lo aiutarono non poco per l’inserimento nel grande giro musicale. I suoi primi due album non furono molto apprezzati pur essendo un buon mix fra jazz fusion e smooth.

Il grande pubblico e la critica lo scopre dal terzo albun “BJ Three” che arriva dopo una bella serie di pezzi azzeccati. Successivamente dalla collaborazione con il chitarrista Earl Klugh arrivò il primo Grammy award come migliore album strumentale pop del ’81. Particolarmente attratto dalla musica pop e dalle colonne sonore, Bob James si presentò come il musicista che sapeva sapientemente inserire motivi e caratteristiche del jazz alla sua musica di facile ascolto.

L’orecchiabilità dei suoi pezzi è la caratteristica predominante, pezzi semplici nella costruzione, sviluppati su ritmi che catturano l’attenzione dell’ascoltatore. La sua vena jazz di “sperimentatore” non l’abbandonò mai, infatti negli anni ’80 fu un vero precursore proponendosi al pubblico con “ESP”, album decisamente d’avanguardia, con registrazioni su nastro usate come effetti base. Collaborò con tanti artisti fra cui Grover Washington jr., Sarah Vaughan, David Sanborn, Stanley Turrentine, Milt Jackson e tanti altri, ma la sua vera indole era quella di artista da studio, maniaco dei passaggi ripetuti, fatti ripetere ai suoi collaboratori sino all’ossesso. 

Stemar 

 

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