Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...
Joe Henderson - (17 ottobre 2011)Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...
Lo definirei come il musicista che ha ri-definito il ruolo del violino nel panorama jazz. Per un maestro di estrazione classica diplomato al conservatorio di Parigi come da alunno perfetto capì che il suo strumento visto sino ad allora come l’eccellenza della musica classica, poteva “vivere” in nuovi contesti. Ci troviamo negli anni ‘60 in piena rivoluzione musicale, gli stili si stavano sovrapponendo e l’elettronica stava incominciando la rivoluzione dei suoni. Fino a quel momento attaccare la spina ad uno strumento era concepito per la chitarra elettrica e per l’organo, decisamente era mal visto sun un violino, attaccare un magnete sul violino era una eresia. Affascinato dalla musica di Miles Davis, di John Coltrane tentò con successo questa nuova strada che lo portò a collaborare con i più grandi jazzisti in circolazione. Decisamente un artista di nicchia, un artista che ha avuto il coraggio di sfruttare la sua tecnica e la sua preparazione su di un terreno nuovo inventandosi il violino come strumento nuovo. Il suo strumento un violino elettrico a cinque corde accordato sul do fu rivoluzionario per gli anni ’70, nel tempo il suo strumento ha subito ulteriori modifiche arrivando sino a sei corde accordando il basso in do e fa, ma non finisce qui. La sua continua ricerca lo porta nel tempo ad abbinare il violino elettrico a distorsori e campionatori creando degli effetti veramente particolari. Proprio queste sonorità lo fecero conoscere dal grande pubblico grazie al progetto Mahavishnu Orchestra, ma anche dall’esibizione con il mito Frank Zappa. Come solista lo ricordo in un trio di tutto rispetto (TRIO!) con il bassista Stanley Clarke ed un’altra scommessa del jazz Béla Fleck (banjo) che tanto successo hanno riscosso al Festival di Toronto nel 2005. Per pura curiosità musicale ricordo l’album “Rite Of Strings”, da scoltare e consumare.
Stemar
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