Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...
Joe Henderson - (17 ottobre 2011)Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...
Vibrafonista statunitense. Il suo strumento decisamente poco conosciuto ha vissuto l’epoca del trapasso dal jazz classico – estremamente caratterizzato e vincolato a standards – al jazz d’avanguardia, libero da ogni canone.
Il paragone con i suoi grandi predecessori Lionel Hampton e Milt Jackson, nasce spontaneo, in considerazione del suo strumento poco seguito dalle nuove generazioni di musicisti jazz. Fu proprio lui che, per questa ragione, cercò di modernizzare lo strumento, costruendogli un ruolo nuovo.
Cresciuto con il suono di Milt Jackson nelle orecchie e nell’animo, capì in giovane età che quello sarebbe stato il suo strumento, per questo prese lezioni da Dave Pike e, terminati gli studi si affiancò al sassofonista Charles Lloyd.
Gli anni ’60 rappresentano per lui la svolta artistica, scritturato al jazz club più famoso di New York – Birdland, conobbe tutto il jazz che conta, da li a poco si trovò al fianco di Hank Mobley, Herbie Hancock, Al Green, Jackie McLean ed altri.
Si mise bene in vista sia come artista capace che come professionista serio, per questa ragione l’etichetta Blue Note lo mise sotto contratto proponendogli dischi prestigiosi accanto a Jackie McLean (One Step Beyond) e Eric Dolphy (Out To Lunch).
Venne anche il suo turno e nel 1965 fu pubblicato il suo primo disco Dialogue, che riscosse un grande successo di pubblico e di critica.
Tornato alle origini, a Los Angeles forma un quintetto che riscosse poco successo, fu questa la ragione per la quale si riavvicinò al Blue Note, che gli propose nuove registrazioni, che non riscossero – per la verità – il successo del passato.
Stemar
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