Yellow Jackets

Un tempo volti nuovi ora vecchietti terribili ma sempre eccezionali una garanzia di divertimento signori gli Yellow Jackets.

Gli ultimi articoli inseriti nel sito:

Azymuth - (17 ottobre 2011)

Azimuth

Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...

Joe Henderson - (17 ottobre 2011)

Joe Henderson

Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...

  HOME >> Gruppi >> Yellow Jackets

Yellow Jacket

Jazz fresco, orecchiabile, accattivante.

Gruppo jazz-fusion di origine Americana. Dapprima conosciuto come “The Robben Ford Group” fu formato a meta anni ’70 dall’idea di quattro buoni artisti di musica jazz: Robben Ford, Ricky Lawson, Russell Ferrante e Jimmy Haslip. Con questa formazione durarono molto poco e non ebbero in verità molto successo per questa ragione Ricky Lawson (attratto dai soldi di Lionel Richie!), abbandonò il progetto.

Il gruppo si sciolse definitivamente poco dopo e sulle sue ceneri nacquero gli “Yellow Jackets” con una formazione in parte nuova: Russel Ferrante (tastiere), Jimmy Haslip (basso elettrico), William Kennedy (batteria) e Marc Russo (sax). A questa formazione base si aggiungevano all’abbisogna artisti in prestito, in questo periodo tranne l’album di esordio del 1981, buon prodotto ma non eccezionale, non resta gran che tranne qualche collaborazione come gruppo di supporto a grandi artisti in sala d’incisione o in occasione di concerti live.

Nel 1986 un primo Grammy Award con un lavoro valido (Shades) considerato il miglior disco R&B strumentale uscito – non a caso – due anni dopo “Mirage a Trois” secondo il mio modesto parere molto più accattivante e nuovo melodicamente parlando. Da lì in poi tutta una serie di nomination ma una solo ulteriore vittoria con “Politics” nel 1988. Con l’uscita di Marc Russo (sax) verso i Doobie Brothers, si aprì ad un nuovo elemento: Bob Mintzer (sax tenore e clarinetto basso) che portò una ventata di aria nuova al gruppo.

La loro musica fresca ed accattivante nonostante la loro lunga carriera – hanno celebrato nel 2006 i loro vent’anni di attività con il cd Twenty-Five – continua a mietere riconoscimenti infatti nel 2008 con “Lifecicle” accompagnati da Mike Stern alla chitarra hanno ricevuto ben due nomination ai Grammy Awards come migliore album jazz contemporaneo e Russel Ferrante come migliore compositore.

Stemar 

 

RICERCA nel sito

Stefano Marchesi • Roma ITALY •
web-design
FEED RSS2.0