George Benson

Il jazz alternato di George Benson, da nuovo grande artista a nuovo gran commerciale.

Gli ultimi articoli inseriti nel sito:

Azymuth - (17 ottobre 2011)

Azimuth

Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...

Joe Henderson - (17 ottobre 2011)

Joe Henderson

Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...

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George Benson

Il chitarrista "scat" per eccellenza.

Chitarrista Italo Americano, difficile etichettarlo con un solo genere, diciamo che sicuramente la sua anima è jazz, non disdegna il post bop, il soul jazz e l’hard bop.

Anche lui – come buona parte dei talenti jazz – inizia molto presto a suonare grazie a Mr. Hall provetto chitarrista che viveva vicino alla sua abitazione. Mr. Hall capì subito che aveva a che fare con un autentico talento per questo motivo lo seguì per molti anni spingendolo su terreni sempre più complicati per un adolescente. Anche il padre di Martino lo aiutò non poco anzi lo spinse a continuare nonostante il prospettarsi all’orizzonte un futuro di grandi sacrifici economici. Pat si trovò letteralmente catapultato nel mondo della musica e all’età di quindici anni era già un chitarrista professionista che suonava accanto a personaggi del calibro di: Mark Leonard, Jack McDuff, Richard Groove Holmes, Trudy Pitts e tanti altri.

Gli anni che andarono dal 60 al 70 lo videro fare una valida esperienza in sala d’incisione registrando con tantissimi artisti, di questa epoca è anche la sua prima registrazione con il suo nome. Tutto sembrava procedere per il verso giusto finché negli anni ’80 un aneorisma al cervello lo gettò in un’amnesia quasi totale. Il destino gli tolse qualsiasi tipo di ricordo della sua musica e del suo amato strumento. La sua carriera finì. Gli amici, la famiglia e la su grande forza di volontà, lo fecero ricominciare, piano piano a riprendere la chitarra in mano.

Lo sforzo fu immane, ma a distanza di sette anni da quel fatale inconveniente registrò l’album che segna il rientro e non è un caso se il titolo è: “The return”. Personaggio “eccezionale” del panorama musicale, che ci ha donato un’esperienza di vita unica come unico è anche il suo “tocco” sulle corde della sua chitarra.

Stemar 

 

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