Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...
Joe Henderson - (17 ottobre 2011)Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...
Bassista americano jazz rock. Il suo basso elettrico suona proprio bene tanto da “oscurare” prima degli anni ‘70 la stella di Jaco Pastorius, il bassista più imitato della storia del jazz.
La sua tecnica sopraffina, molto virtuoso ma al tempo stesso versatile e di “easy listening” (facile asacolto), sembra tutto facile quando il suo basso si esprime ma diventa terribilmente complicato quando si ha un basso fra le mani. La sua carriera non è solo jazz, alterna la sua attività, diversifica e si diverte cimentandosi con altri generi.
La stoffa c’è e lo si vede sin da subito, artisti del calibro di: Gil Evans, Art Blakey, Dexter Gordon, Horace Silver e Stan Getz, lo vogliono al loro fianco grazie alla sua affidabilità.
Il volo spicca, però, accanto a Chick Corea, con cui collabora nel gruppo RTF (Return to forever), in cui gli viene assegnato il ruolo di “creativo”. Lo svolge al meglio, la stessa stampa e pubblico lo seguono, decisamente artista di tendenza ed innovativo, ha idee nuove e queste novità le esplicita nel disco cult “School Days” al quale partecipano fra l’altro: Steve Gadd, Billy Cobham, John McLaughlin.
Poi d’un tratto lascia il jazz e sposa il funky, anche su quel terreno, apparentemente ostico, dice la sua, anzi la dice molto bene, ma il richiamo della terra jazz è forte quindi dopo molti anni torna a casa collaborando con il pianista McCoy Tyner.
Attualmente è ancora interessato al jazz lo dimostra la sua ultima produzione “Thunder” decisamente fusion, accanto alui altri due mostri sacri del basso Victor Wooten e Marcus Miller, che non rialzano, secondo me, le sorti ed il prestigio del Clarke di inizio carriera.
SteMar
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