Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...
Joe Henderson - (17 ottobre 2011)Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...
Bassista jazz inglese, rappresentante dell’avant-garde jazz. Rispetto a molti artisti lui sin da bambino ha avuto le idee chiare su quale strumento suonare da grande, scelse sin da subito il basso. Scoperto dal talent scout Trevor Oerton, divenne subito membro del suo gruppo dove fece una discreta gavetta. Sul finire degli anni ’60 collaborò con diversi artisti, fra cui spicca senza dubbio il nome di Miles Davis (che lo chiamò per rimpiazzare Ron Carter). Il caso volle che Davis lo ascoltò in un locale, di passaggio in Inghilterra, ma la fretta di partire di nuovo per gli Stati Uniti e gli impegni di Holland fecero si che i due non riuscissero a parlarsi di persona. Pertanto due settimane dopo Miles Davis lo invitò negli USA e per ascoltarlo e per conoscerlo più a fondo, proprio per questa ragione lo affidò alle cure di Jack DeJohnette.
Il bello fu che il giorno dopo un certo Herbie Hancock lo prelevò dal club e lo portò – per i successivi due anni – nel gruppo di Miles. Nel ’68 la prima registrazione con Davis, accanto al “maestro” c’erano anche: Chick Corea, Wayne Shorter e Tony Williams. All’interno del gruppo Dave Holland ebbe una crescita musicale immensa; infatti, inizialmente entra suonando il basso acustico, con il tempo arrivò alla chitarra basso elettrico, sovente impiegato con effetti elettronici.
L’esperienza “Davis” lo aiutò a stringere una forte amicizia con Wyne Shorter, Chick Corea e Jack DeJohnette, con i quali suonò in diverse occasioni dal vivo ma da quel quintetto non uscì nemmeno un album registrato (peccato!). In realtà una registrazione “live” esiste, ma al quintetto si aggiunge Airto Moreira alle percussioni. Con il tempo ci furono nuovi ingressi che andavano a compensare le uscite, quindi si affacciano nomi come: Steve Grossman – al posto di Wayne Shorter – e Keith Jarrett come secondo tastierista. L’esperienza con i “reduci” di Davis continuò per poco tempo ancora, finché Holland intraprese una nuova strada quella del jazz avant-garde seguendo Sam Rivers, Chick Corea, Anthony Braxton e Barry Altschul.
Capì ben presto che era il momento di diventare un leader su un genere che sentiva particolarmente, dove poteva esprimersi ad alti livelli. Da questo momento in poi Holland si impone al pubblico ed alla critica come solista, accanto a lui ruotano molti artisti jazz di gran calibro ed occasionalmente si siede con Herbie Hancock, Stan Getz ed altri. Decisamente un personaggio atipico nel panorama jazz, molto misurato, mai fuori dalle righe, un carriera onorabilissima, ha raggiunto livelli altissimi, mi piace molto ascoltarlo con Chicl Corea ed Herbie Hancock, mentre lo “sento” anonimo in gruppi molto numerosi (esperienza Davis per intenderci!). Premettendo che – per me – risulta ostico, alle volte, l’ascolto del jazz avant-garde, è indiscutibile talento, preparazione e capacità di coinvolgimento di Holland specie quando utilizza, a contorno, trombone e sassofono.
Stemar
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