Basso

Il Basso, per pochissimi veri artisti jazz...

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Azymuth - (17 ottobre 2011)

Azimuth

Gruppo jazz brasiliano di recente formazione – attorno agli anni ’70 – con estrazione fortemente “samba doido” (pazza samba). Al contrario – però – della loro definizione la loro musica è molto attuale ed intelligente il ricorso ai ritmi brasiliani al jazz-funk e agli assolo acustici è trattato dagli Azymuth con molta maestria. Dalla loro parte sia l’età dei componenti la ...

Joe Henderson - (17 ottobre 2011)

Joe Henderson

Sassofonista jazz statunitense. Il suo suono si impose come autentica novità nel panorama jazz il suo sax tenore subì uno stravolgimento di canoni una trasformazione decisamente originale. Collaborò con i migliori musicisti in circolazione non a caso la più prestigiosa etichetta jazz la Blue Note se lo accaparrò subito puntando sulle sue doti fuori del normale. Per questa ragione lo vediamo ...

Basso

Basso... Contrabbasso...

bassoChiariamo subito che nella musica jazz per “basso” s’intende sia la chitarra basso (basso elettrico/acustico) sia il contrabbasso. Non ci sono differenze fra i due nemmeno nell’accordatura; infatti, il contrabbasso è accordato un’ottava sotto alle quattro corde più gravi della chitarra.

Il primo basso elettrico fu costruito da Leo Fender agli inizi degli anni ’50, prendendo lo spunto dal basso elettrico verticale, decisamente poco maneggevole e male amplificabile a motivo della sua cassa acustica che molto spesso era soggetta a feedback con volumi alti.

Il successo fu sin da subito, i musicisti hanno gradito ben presto lo strumento a motivo della estrema maneggevolezza, trasportabilità e possibilità di amplificazione rispetto al “fratellone”. Con il tempo venne affinato aggiungendo i tasti che fornivano dei riferimenti più precisi per le note. L’aggiunta del pickup poi lo rese più versatile per l’amplificazione. Tutte queste caratteristiche vennero riassunte nel primo basso elettrico messo in vendita nel 1951 con il nome di “Fender Precision Bass”.

Rispetto a quel progetto iniziale pochissime furono le modifiche avvenute nel tempo, oltre ad una leggera smussatura degli angoli, la sostituzione del pick up singolo con uno doppio e la rivisitazione del batti penna e dell paletta, il Fender resta lo strumento di riferimento che divenne negli anni uno standard. Curioso il fatto che i bassi Fender costruiti nel ’60 sono quelli più ricercati e costosi sul mercato. Molti artisti jazz utilizzano questi bassi vintage ancora oggi.

Oggi lo strumento è sostanzialmente inalterato, ci sono altre case costruttrici come la Gibson, che puntano di più verso la personalizzazione dello strumento per agevolare al massimo le performance dal vivo o particolari abitudini.

Stemar 

 

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Stefano Marchesi • Roma ITALY •
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